Premessa……………….PNL bioETICA e ragazzi
Spesso durante i corsi di PNL genitori e docenti mi chiedono quali sono le possibili utilizzazioni della Programmazione Neuro Linguistica bioETICA sui bambini... “magari per farli vivere meglio..…magari per avere meno grattacapi”. Certamente è bene considerare che in generale le persone e nello specifico molti genitori, insegnanti, educatori credono di poter applicare “tecniche” di comunicazione efficace e strategie di PNL per modificare o cambiare gli altri, bambini compresi, invece di utilizzare su se stessi ciò che imparano in modo da ottimizzare il proprio ruolo di “adulto”, “genitore”, “educatore” ecc..
Tante volte, anche in terapia c’è la tendenza a pensare erroneamente che per star bene si può solo puntare su di una cosa….. “il cambiamento degli altri “, sì, a quanto pare sono gli altri a dover cambiare…... 

Allucinazioni….incredibile motivo di discordia e rotture.
E’ pur vero che il ruolo di genitore prima, dell’educatore poi e quello di figlio/ allievo sono ruoli ben diversi e che tra i compiti del genitore e dell’educatore c'è certamente quello di “educare” nel senso etimologico del termine: educere = tirare fuori.
Ora, come usare le tecniche di PNL e comunicazione per meglio corrispondere ai ruoli?
Ecco alcune possibilità, spunti di riflessione che hanno come obiettivo “il capire”, “il comprendere” e…….” il ben-essere”
Nella comunicazione tra genitori e figli la congruenza dei messaggi che si inviano ed il modello di vita prescelto è indispensabile fin dalla più giovane età. 
“I bambini sono quello che vivono” recita una poesia incredibilmente incisiva di Dorothy Law Nolte e sono anche degli esperti manipolatori che sanno come utilizzare a loro favore gli schemi comportamentali dei genitori. Ad esempio spesso dopo un nostro “NO”, se un bimbo piange e si dispera e noi gli diamo un premio per farlo smettere di piangere cosa gli avremo insegnato involontariamente? Che se vuole una certa cosa deve piangere perchè disperandosi la può ottenere …quindi i nostri NO possono trasformarsi in SI se si è capaci di tragedie.
Imparare a riconoscere le nostre e le loro particolari inclinazioni e strategie è cosa indispensabile. La PNL riconosce e definisce tre diversi modelli di riferimento, il visivo, l’auditivo, il cenestesico; questi tre modi d’essere ( anche diversi tra genitori e figli) parlano della individualità di ogni persona, passaggi obbligati da rispettare per accedere a ricordi e rielaborazione dati.
Motivarsi a re-imparare e decodificare i messaggi non verbali al fine di riconoscere congruenze ed incongruenze 
Apprendere ed usare il “meta modello” vuole dire entrare a far parte di chi sa ben muoversi nella deliziosa arte di fare domande mirate capaci di offrirci risposte adeguate alle nostre necessità.
Tali domande servono a sciogliere quelle credenze limitanti che spesso devastano la nostra vita, quelle che rallentando processi di apprendimento e cambiamento positivo indeboliscono consapevolezze di capacità.

Siamo tutti in viaggio per imparare… 
Se vuoi saperne di più della 
“Professione Genitore” 
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